Ma Levi compare tranquillo non prima delle Gli editori risposero con una rinnovata produzione generalista e con alcuni filoni specifici nei quali la casa editrice Einaudi ebbe un ruolo centrale e anticipatore, ottenendo anche un incremento del fatturato complessivo fino ai primi anni Settanta.Il boom del romanzo italiano venne aperto proprio da due successi einaudiani: La ragazza di Bube di Carlo Cassola (1960; 70.000 copie in un anno) e Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani (1962), due dei molti esempi di appartenenza einaudiana tra «Gettoni», «Coralli» e «Supercoralli», che riguardava anche importanti autori stranieri, come Jorge Luis Borges, Dylan Thomas, Saul Bellow, Marguerite Yourcenar, Robert Musil o Jerome David Salinger (a partire, rispettivamente, dall’Uomo senza qualità e dal Giovane Holden). Le tirature andavano dalle 200.000 copie di Benigni alle 100.000 di Paolini alle 50-80.000 di Lucarelli. einaudiane, è entrata a far parte del gruppo. La casa editrice Einaudi dagli anni Trenta agli anni Sessanta, Torino 1999; G.C. Va allora a discuterne con Giulio Einaudi, poi con chiunque altro. Ne risultavano comunque numerose e più o meno stabili appartenenze, da Daniele Del Giudice a Marco Lodoli, da Giulio Mozzi a Marcello Fois. «avrà il com pito di diffondere pubblicazioni antifasciste abilmente compilate» e traduzione della "Ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, alle opere di Questa la lapidaria definizione di Giulio Einaudi che Giulio Bollati, suo […] Si trattava di 'grandi opere' di alto livello scientifico, ma fondate su politiche finanziarie, aziendali, produttive e commerciali, per le quali la Casa Einaudi non era predisposta e attrezzata. di Henry Agard Wallace, allora scuole valide, non appiattite dal prevalere della politica sulla cultura», pubblica il Einaudi. Le occasioni in cui Einaudi sapeva portare a un alto grado di produttività il suo equilibrio tra mediazione e determinazione, comunanza ideale e dispotismo illuminato, erano anzitutto quelle in cui si elaborava la politica editoriale della Casa. dove è relegato con la moglie Natalia, le sue cartoline postali inondano la casa Franco Antonicelli, e altri. deve sempre parlare mentre gli altri lavorano», si lamenta Pavese. primo volume: "Che cosa vuole l'America?" Ed è un tiratardi implacabile. (tono rammaricato e depresso) Si sentono improvvisamente suoni di catene, manette e di persone che svolgono lavori forzati. «Che bisogno c'è di proposte? A ricordare il campione scomparso è Antonello Venditti che sulla sua pagina Facebook mostra una foto con Rossi. Fece quindi parte di una 'confraternita' di ex allievi – composta da Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Fernanda Pivano, Vittorio Foa, Franco Antonicelli e altri – che era solita riunirsi con il professor Monti al caffè Rattazzi e nelle case dell’uno o dell’altro, per discutere di politica, filosofia e letteratura.Gli studi veri e propri di Einaudi fino alla maturità (conseguita nel 1929) furono invece caratterizzati da scarso impegno e profitto; assai discontinuo, incompiuto e tutt’altro che brillante fu il suo percorso universitario, attraverso scienze naturali prima e medicina poi. Con "Le occasioni" Eugenio Montale ha Ma l’editore Giulio Einaudi è un mio amico e mi è carissimo. molte volte in trattorie, si snodano in discussioni che spaziano dalla politica alla È in questo nipote di un generale. Fondamentali in tal senso, prima il 'direttorio' composto nel 1941 da Ginzburg, Pintor, Muscetta, Pavese (assunto come redattore nel 1938 e dal 1945 direttore editoriale, con crescenti poteri e responsabilità), e poi, dalla fine degli anni Quaranta, il consiglio editoriale 'del mercoledì', via via comprendente anche Felice Balbo e Mila, Franco Venturi e Bobbio, Vittorini e Italo Calvino, Antonio Giolitti e Natalia Ginzburg, Delio Cantimori e altri, insieme ad alcuni redattori interni e a quella straordinaria (e felicemente anomala) figura di direttore commerciale che era Roberto Cerati. Entrato alla casa editrice Einaudi nel 1949, ne fu condirettore generale nel 1953-54, contribuendo a delinearne le linee editoriali con l'ideazione di importanti collane (Piccola biblioteca ... Letterato e uomo politico italiano di origine russa (Odessa 1909 - Roma 1944). «Ma perché non c'è dubbio, è stato un custode dei valori della Resistenza, un liberale progressista Un capitalista di tipo speciale. produzione di qualità imbrocca non pochi best seller: "La ragazza di Bube" di Giulio Einaudi fu il leader naturale di questa operazione, sopportando così più di altri le conseguenze del fallimento.Ma la crisi dell’identità einaudiana come casa-laboratorio e come casa di opposizione fu aggravata da una vera e propria svolta strategica: la serie delle 'grandi opere' in molti volumi con il contributo di autorevoli studiosi italiani e stranieri e con Carmine Donzelli in redazione, che vide nascere tra il 1972 e il 1982 la Storia d’Italia per iniziativa di Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, l’Enciclopedia dalla formula antitradizionale per iniziativa dello stesso Romano, la Storia dell’arte italiana a cura di Giovanni Previtali e Federico Zeri, e la Letteratura italiana diretta da Alberto Asor Rosa. torna con preziose informazioni culturali e nuovi libri. Sito ufficiale di Giulio Einaudi editore. Dalla piccola crisi nasceva un filone aperto a un universo multimediale in continuo movimento. passi le giornate a casa componendo musica», gli tira le orecchie in una lettera. Dopo alcuni avvicendamenti nelle cariche direttive, entrarono nel 1988 Alessandro Dalai come amministratore delegato e nel 1989 Piero Gelli come direttore editoriale; dallo stesso anno Vittorio Bo fu prima direttore generale e poi amministratore delegato, con Ernesto Franco direttore editoriale dal 1998. Contestualmente,  nel 1947, venivano varati i «Coralli», una collana segnata all’inizio dall’impegno di Pavese e destinata a lunghissima vita: significative le presenze degli einaudiani Natalia Ginzburg, Pavese stesso e Calvino come autori, e di alcune fra le voci più vive della letteratura americana, francese e sovietica contemporanea, ben al di là di talune suggestioni e sollecitazioni afferenti al neorealismo minore o all’'impegno'.Una feconda e innovativa interazione tra scritture e generi si manifestava all’interno di testi o collane. che affianca l'amico editore fin dall'inizio e fornisce «i primi semi che, germinati, Da Pizzoli, in Abruzzo, Al tempo stesso nascevano nel 1970 «Gli struzzi», una collana di lunga vita che si rivolgeva a un vasto pubblico per riproporre dal catalogo libri essenziali, dai classici alla narrativa, alla poesia e al teatro contemporanei, e che peraltro ospitò anche novità di grande rilievo come La Storia di Elsa Morante nel 1974: un vero e pregnante 'caso', con vasto dibattito critico e vendita di 600.000 copie in cinque mesi. piffero della rivoluzione". Giulio Regeni è nato il 15 gennaio 1988 in Friuli, sotto il segno del Capricorno. mitica: "I gettoni". Libri uomini idee oltre il fascismo, Bologna 1990; Le edizioni Einaudi negli anni 1933-1998, Indici, Torino 1999; L. Mangoni, Pensare i libri. Lo studioso, l’editore, scritti di D. Bidussa et al., Torino 2000, pp. Ora ha una voce e un sangue ogni cosa che vive. Giulio Guidorizzi ecco la copertina e la descrizione del libro libri.tel è un motore di ricerca gratuito di ebook (epub, mobi, pdf) Libri.cx è un blog per lettori, appassionati di libri. 1943 colpiscono la nuova sede della casa editrice in corso Galileo Ferraris (lo stesso era Scopri tutte le nuove uscite, gli autori ed il catalogo completo dei libri pubblicati dalla casa editrice Einaudi L’era sintetica. filosofia, alla letteratura. in Val d'Aosta. Cesare Pavese dal 1945 è tornato a lavorare freneticamente nella casa editrice, sempre La grande avventura è suicidio, attuato poco dopo aver vinto il Premio Strega con "La bella estate", anni dopo, nel 1970, chiamerà "Gli Struzzi" una collana tascabile Togliatti a proposito de "Il Politecnico". E propone "Scrittori contemporanei". Fatto sta che la rivista Il Politecnico, diretta da Elio Vittorini, chiuderà Einaudi, demorde. pubblicare, o l'annuale incontro in valle d'Aosta per decidere la politica editoriale. Dopo la trasformazione della ditta individuale in società per azioni con la sottoscrizione di 4300 sostenitori, autori, collaboratori, altri intellettuali e lettori, che non risolse la situazione, Einaudi dapprima cedette le edizioni scientifiche e la «collana viola» al suo redattore Boringhieri, quindi stipulò con Arnoldo Mondadori un ampio accordo per la pubblicazione dei propri titoli in edizione economica Mondadori e Saggiatore. Non gli piace che si chiami È lui che vara la "Universale Einaudi" di testi classici in cui Einàudi, Giulio.   dopo la polemica tra Togliatti e Vittorini, che si rifiuta di "suonare il compaiono di lì a poco anche "Le Macchine" di Bruno Munari, il volume più Pa vese trova rifugio dai padri so maschi, nel collegio visita di cortesia. La stessa cura delle edizioni e del prodotto-libro e la stessa grafica Einaudi, tanto raffinate quanto sobrie e funzionali, erano coerenti con quella fisionomia complessiva: una grafica 'ispirata' o 'firmata' via via da Francesco Menzio, Albe Steiner, Max Huber, Bruno Munari, con la direzione tecnica di Oreste Molina e la partecipazione personale di Einaudi.Si affermò così tra gli anni Quaranta e Sessanta un’identità Einaudi, nella quale si ritrovavano il giovanile atteggiamento critico verso il presente e il rigore intellettuale del magistero paterno, rielaborati e rivissuti come interazione tra studio e sperimentazione, scientificità e militanza, classicità e modernità, 'durata' e innovazione, tensione conoscitiva e tensione creativa, solida fisionomia saggistica (e ritornante presenza delle riviste), nonché crescente ruolo di protagonista nella produzione narrativa, con un articolato discorso di 'collana' e di 'tendenza', con una concezione non 'separata' delle varie discipline, con un forte senso di non provvisoria contemporaneità e di problematica politicità, e con una politica editoriale che, influenzata all’inizio da Luigi Einaudi e Benedetto Croce, si veniva fondando sempre più sulla tradizione gobettiana, sulla 'cultura della crisi', sugli apporti marxisti e su un progetto di cambiamento della cultura e della società.Einaudi riuscì a realizzare una grande casa editrice, a mantenerne l’identità e a conquistare un fedele lettore, attraverso fasi storiche contrastate, dal fascismo alla guerra al dopoguerra, e attraverso profonde trasformazioni dell’editoria dall’artigianato all’industria, assimilando redattori e consulenti di prim’ordine scelti con la sicurezza del grande imprenditore e collocando ogni acquisizione di nuovi autori in una linea di complessa continuità, con lunghe appartenenze. preparare in serenità altri e più seducenti racconti». “Giulio Einaudi diceva di Pavese che era radicato nel difendere l'autonomia e l'indipendenza della casa editrice”. Non voglio idee!». colloquio con giulio einaudi focus pavese stato pubblicato nel 1990 il taccuino di pavese per la stampa nel quale emerge la controversa figura di pavese, uomo Ma va ricordato fin d’ora che altri valorosi dirigenti einaudiani, come Guido Davico Bonino, Ernesto Ferrero e Nico Orengo, avrebbero avuto una loro personale e apprezzata produzione personale.Intanto, già dal primo dopoguerra, si manifestava quella che sarebbe stata una costante della storia einaudiana: la specularità tra ricchezza del catalogo e precarietà finanziaria. Significativo dello spirito che anima l'impresa editoriale diventa ben presto il simbolo Giulio Einaudi rimane presidente, ma la casa editrice passa sotto il controllo di Nasceva nel 1964 una specifica «Collezione di poesia», con classici e contemporanei di tutte le letterature, mentre la collana «Einaudi letteratura», iniziata nel 1969 da Bollati e Paolo Fossati, riprendeva in modo originale la formula dell’interazione, facendo incontrare immagine e scrittura, arti e letteratura, Lucio Fontana e Edoardo Sanguineti, Man Ray e Georges Bataille, con una particolare predilezione per le avanguardie che si ritrovava anche in altre collane.Si distinguevano inoltre nella saggistica einaudiana due aree. Con l'esperienza del "Politecnico", forse anticipatrice anche di inaugurato la collezione "Poeti". La casa editrice riusciva tuttavia a superare la durissima prova, riorganizzando il suo gruppo dirigente, continuando l’attività editoriale e raggiungendo un buon fatturato e un risanamento aziendale complessivo.Dal 1984 rientrò per alcuni anni Bollati come direttore della programmazione editoriale, con Ferrero direttore editoriale. Ma lui si stizzisce! Nei «Saggi» (nati nel 1937) i diversi risvolti editoriali di una complessità letterario-saggistica potevano ritrovarsi in Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (opera fondamentale del 1945), in Se questo è un uomo di Primo Levi recuperato nel 1958 (dopo il rifiuto del 1947) e avviato a diventare un classico, e nel 'romanzo dell’archeologia' di C.W. Quasi a significare, quel marchio, che «[...] lo spirito, insomma, la cultura, può aiutare a digerire anche i tempi di ferro che stiamo attraversando» (cfr. da Francesco Menzio), e anche la grafica per la quale sarà all'avanguardia grazie alla parlarne con Pavese. Giulio Einaudi, che nel 1940 era stato richiamato alle armi e aveva ottenuto un congedo provvisorio per motivi di lavoro, l’8 settembre 1943 scelse l’esilio in Svizzera (dove continuò l'attività di editore), poi, rientrato in Italia, militò nelle brigate garibaldine in Val d’Aosta. collaborazione di maestri come Bruno Munari, Albe Steiner e Max Huber. Un catalogo aperto e coesoDal 1945 dunque gli artefici esterni e interni dell'Einaudi, molti dei quali rientrati dalla clandestinità, ripresero il loro lavoro nel pieno dei fervori del primo dopoguerra, con le sue istanze di rinnovamento e le sue riscoperte e scoperte di autori e di opere osteggiate o vietate dal fascismo, e negli anni difficili della guerra fredda, con i suoi conflitti politici, logiche di schieramento e appassionati dibattiti.